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Sassuolo-Juventus 3-2: un’ora di possesso inutile, dodici minuti di lezione

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Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026.

Per sessantaquattro minuti, al Mapei Stadium, non è successo niente. Poi sono arrivati cinque gol in trenta minuti, quattro dei quali negli ultimi dodici, e la Juventus è tornata a casa con la prima sconfitta della stagione.

Il modo in cui è arrivata quella sconfitta merita più attenzione del risultato. Perché il primo tempo e mezzo racconta una squadra che ha fatto esattamente quello che sa fare, cioè tenere la palla, e il finale racconta una squadra che non sa cosa fare quando la partita si apre.

Il Sassuolo di Aquilani ha vinto 3-2 giocando un’ora da provinciale ordinata e dodici minuti da squadra che ha capito tutto.

In breve

  • Sassuolo-Juventus 3-2, quarta giornata, Mapei Stadium.
  • 64′ Esposito, 82′ Zhegrova, 88′ Bowie, 91′ Zhegrova, 94′ Adzic.
  • Nella prima mezz’ora la Juventus ha avuto il 66,7% di possesso palla.
  • Il gol che ha sbloccato la partita nasce da una verticalizzazione di Matic.
  • A decidere è Adzic, ex Juventus. Prima sconfitta stagionale per Spalletti.

Un’ora di possesso, e un solo pallone verticale

Il dato che riassume la prima parte della partita è semplice: nella prima mezz’ora la Juventus ha tenuto il pallone per il 66,7% del tempo. Due terzi. E non ha prodotto niente che somigli a un’occasione.

È il possesso che in Italia viene ancora spacciato per dominio e che invece, sempre più spesso, è il contrario: un modo per non perdere la palla in zone pericolose, per far passare il tempo, per non sbagliare. Un possesso difensivo, giocato in orizzontale davanti a una squadra schierata che non ha nessuna intenzione di venire a prenderti.

Poi, al 64′, il Sassuolo ha segnato. E l’ha fatto nel modo più istruttivo possibile: una verticalizzazione di Nemanja Matic per Sebastiano Esposito, che ha chiuso in diagonale bassa. Un pallone in avanti. Uno.

Sessantaquattro minuti di palleggio contro un pallone giocato dritto: 0-1. Non c’è analisi tattica che spieghi il calcio italiano meglio di questo contrasto.

Dodici minuti di follia

Da lì in poi la partita ha smesso di essere noiosa e ha cominciato a essere un problema.

All’82’ la Juventus ha pareggiato con Edon Zhegrova, entrato dalla panchina nel doppio cambio con cui Spalletti aveva tolto Gonzalez e Conceiçao. All’88’ il Sassuolo è tornato avanti con Kieron Bowie. Al 91′ Zhegrova ha segnato di nuovo, 2-2, e a quel punto la Juventus aveva rimesso in piedi due volte una partita che non stava giocando.

Al 94′ ha vinto il Sassuolo, con Vasilije Adzic. Che è un ex Juventus, perché queste cose vanno sempre a finire così.

Quattro gol in dodici minuti, tre dei quali dopo l’ottantottesimo. Chiunque fosse rimasto davanti alla televisione per un’ora aspettando qualcosa ha avuto tutto insieme, e nel modo peggiore per chi tifa bianconero.

La parte che deve preoccupare Spalletti

Non è il gol al 94′. È il motivo per cui è arrivato.

Dopo il 2-2 la Juventus ha continuato ad attaccare senza ordine, e su quel disordine il Sassuolo ha trovato il gol partita. Tre minuti prima aveva pareggiato una gara che sembrava persa: era il momento in cui una squadra matura mette il pallone in tribuna, si riprende il centrocampo, porta a casa un punto che pesa più di quanto sembri e va negli spogliatoi ad arrabbiarsi.

Non è successo. Ed è la seconda volta in tre settimane che vediamo una squadra italiana di vertice non saper gestire i minuti finali, dopo il Napoli che a San Siro ha buttato un 2-0 in mezz’ora. Con una differenza che conta: il Napoli quel vantaggio ce l’aveva, la Juventus stava rincorrendo. Qui il rimprovero non è di aver perso il controllo di una partita vinta, è di non aver riconosciuto un punto guadagnato.

Nella nostra guida a questa stagione avevamo scritto che l’obiettivo dichiarabile per la Juventus era tornare tra le prime quattro, ma quello reale era smettere di ricostruire. Una sconfitta a Reggio Emilia alla quarta giornata non compromette niente. Il modo in cui è arrivata dice che il cantiere è ancora aperto.

Il segnale che si ripete: i gol li fa chi entra

C’è un dettaglio che da solo non significa nulla e che alla seconda volta comincia a significare qualcosa.

Entrambi i gol della Juventus li ha segnati Zhegrova, che era entrato dalla panchina. Due settimane fa, contro il Parma, la partita l’aveva sbloccata Nico Gonzalez, entrato al posto del centravanti. In due delle ultime tre uscite i gol bianconeri sono arrivati da chi è subentrato, non da chi ha cominciato.

Può essere la forza di una rosa profonda, ed è la lettura che daranno a Torino. Può anche essere il segnale che la squadra titolare non produce e che la partita cambia quando cambia l’assetto. Con quasi novanta milioni di impegni spesi tra i riscatti di Kolo Muani e Openda, e con Vlahovic andato via a parametro zero, il reparto offensivo bianconero era già il punto interrogativo di questa stagione. Continua a esserlo.

Il merito del Sassuolo

Chiudiamo dalla parte giusta, perché il 3-2 non è solo una colpa della Juventus.

Alberto Aquilani è alla sua prima stagione da allenatore in Serie A e ha battuto Luciano Spalletti restando dentro la partita per un’ora senza mai scomporsi, colpendo al primo pallone verticale utile e, soprattutto, non smettendo di crederci dopo essere stato ripreso due volte. Segnare all’88’ e poi ancora al 94′, dopo aver subito il pareggio al 91′, richiede una testa che le squadre di metà classifica raramente hanno.

Il campionato lo seguiamo giornata per giornata. E a questo punto della stagione una cosa è chiara: le partite in Serie A si decidono quasi tutte nell’ultimo quarto d’ora, e chi non ci arriva preparato paga sempre.

Domande frequenti

Come è finita Sassuolo-Juventus?

Sassuolo-Juventus 3-2, quarta giornata di Serie A, giocata domenica 13 settembre 2026 al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Chi ha segnato in Sassuolo-Juventus 3-2?

Sebastiano Esposito al 64′ e Kieron Bowie all’88’ per il Sassuolo, Edon Zhegrova all’82’ e al 91′ per la Juventus, e Vasilije Adzic al 94′ per il gol vittoria.

Chi è Adzic, l’autore del gol decisivo?

Un ex giocatore della Juventus, che ha deciso la partita al 94′ contro la sua vecchia squadra.

Quanto possesso palla ha avuto la Juventus?

Nella prima mezz’ora la Juventus ha tenuto il pallone per il 66,7% del tempo, senza però costruire occasioni. Il gol che ha sbloccato la partita è nato da una verticalizzazione di Matic per Esposito.

È la prima sconfitta stagionale della Juventus?

Sì, è il primo ko in campionato per la squadra di Spalletti in questa stagione.

Risultati, marcatori e dati statistici sono quelli comunicati a fine gara e riportati dalle testate specializzate. Il dato sul possesso palla si riferisce alla prima mezz’ora di gioco.

1 Comments Text
  • Gianna1464 ha detto:
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