La prima giornata della fase campionato ha rimandato le quattro italiane a casa con quattro stati d’animo diversi. E le due partite che contano davvero hanno confermato, punto per punto, quello che su questo blog stiamo scrivendo da tre settimane.
Il Como ha travolto il Lipsia 4-1 all’esordio assoluto nella competizione, con un record che in Italia mancava dal 1991. Il Napoli ha perso in casa con l’Arsenal producendo un numero che è peggiore del risultato. In mezzo, l’Inter battuta a Madrid con qualche rimpianto e una Roma che è rientrata in punta di piedi.
La sorpresa, però, non sorprende più nessuno. E la conferma è quella che a Napoli non volevano.
In breve
- Como-Lipsia 4-1: prima squadra italiana dopo la Sampdoria del 1991 a segnare più di tre gol all’esordio in Champions.
- Napoli-Arsenal 0-1: terza sconfitta consecutiva, con un xG di 4,05 contro 0,22.
- Real Madrid-Inter 2-1: Mbappé e Valverde, poi Carlos Augusto. In panchina per il Real c’era Mourinho.
- Roma-Fenerbahce 1-1: Cristante avanti al 39′, pareggio a inizio ripresa.
| Partita | Risultato |
|---|---|
| Real Madrid-Inter | 2-1 |
| Napoli-Arsenal | 0-1 |
| Roma-Fenerbahce | 1-1 |
| Como-Lipsia | 4-1 |
Como-Lipsia 4-1, la sorpresa che non è più una sorpresa
Cominciamo da quella che tutti chiameranno la favola, e che favola non è.
Il Como ha vinto la sua prima partita nella storia della Champions League segnando quattro gol al Lipsia: 15′ Baturina, 38′ Douvikas, 54′ Diao, poi il gol tedesco di Maksimovic al 58′ e il poker di Perrone al 90′.
Il dato storico è di quelli che si citeranno per anni: il Como è la seconda squadra italiana di sempre a segnare più di tre gol all’esordio in Champions League, e la prima dopo la Sampdoria che nel settembre del 1991 ne fece cinque al Rosenborg. Trentacinque anni.
E adesso la parte che nessuno scriverà. Questa non è una sorpresa.
Il Como ha speso circa 127 milioni in una sola estate, più di qualunque altro club italiano, con una proprietà che ha dichiarato pubblicamente di essere pronta a pagare la multa per il fair play finanziario. Ha convinto Moise Kean, centravanti della nazionale sotto contratto fino al 2029, a forzare la cessione dalla Fiorentina per venire sul lago. Undici giorni fa aveva vinto al Maradona. Nella nostra guida a questa stagione, a fine agosto, avevamo scritto che non era più una sorpresa ma una candidata.
Chiamarla favola serve a noi, non a loro. Il Como sta facendo esattamente quello per cui è stato costruito, e lo sta facendo prima del previsto.
Napoli-Arsenal 0-1, la conferma che nessuno voleva
Dall’altra parte c’è la squadra che questa estate ha fatto le scelte più ambiziose e che a settembre ha il peggior rendimento delle quattro.
Il gol di Odegaard al 75′ ha deciso una partita che il risultato racconta male. Il dato che la racconta bene è un altro: xG 4,05 per l’Arsenal, 0,22 per il Napoli. Tradotto per chi non mastica le statistiche avanzate: gli inglesi hanno costruito occasioni per quattro gol, il Napoli per un quinto di gol. Non è una sconfitta di misura, è una resistenza.
È la terza sconfitta consecutiva della squadra di Allegri fra campionato e coppa, dopo il Como al Maradona e l’Inter a San Siro. Dopo la prima giornata il Napoli è ventisettesimo nella classifica generale della league phase.
Su queste pagine abbiamo scritto due volte, negli ultimi quindici giorni, che il problema del Napoli non era un episodio. Dopo il ko con il Como avevamo registrato la parola calma di Allegri; dopo il 3-2 di San Siro avevamo osservato che la gestione del vantaggio è il mestiere per cui è stato preso. Martedì non c’era niente da gestire, perché non c’era niente da difendere: 0,22 di xG in casa propria, in Champions, dice che la squadra non ha creato. E quello non è un problema di finale di partita, è un problema di costruzione.
Tre partite non chiudono una stagione, e con questo Napoli conviene ripeterselo. Ma una tendenza a tre sconfitte con questi numeri smette di essere un caso.
Real Madrid-Inter 2-1, la sconfitta con i rimpianti
Al Bernabeu l’Inter ha perso 2-1: Mbappé al 14′, Valverde al 23′, Carlos Augusto al 77′.
Sotto di due gol dopo venticinque minuti, la squadra di Chivu ha accorciato nel finale e ha chiuso con la sensazione di poterci arrivare. Per una campione d’Italia all’esordio, in casa del Real, è il tipo di sconfitta che non lascia cicatrici: se ne riparla a gennaio, quando la classifica unica conterà.
Il contorno, per chi ha una certa età, valeva il biglietto. In panchina per il Real c’era José Mourinho, l’uomo del Triplete del 2010, e dall’altra parte l’Inter di Cristian Chivu, che in quella squadra ci giocava. Sedici anni dopo si sono ritrovati su due panchine opposte, e ha vinto quello che di trofei con l’Inter non ne ha più da vincere.
Roma-Fenerbahce 1-1, il rientro prudente
La Roma è tornata nella competizione dopo anni di assenza e ha fatto una partita da rientro: avanti con Cristante al 39′, ripresa con il pareggio di Brown poco dopo l’intervallo, e poi un secondo tempo senza la spinta necessaria per rivincerla.
Un punto in casa all’esordio non è un disastro e non è nemmeno un buon risultato: nel format a classifica unica, dove otto partite decidono tutto e la differenza reti pesa, i pareggi casalinghi sono la valuta con cui si arriva ai playoff invece che agli ottavi.
Per la squadra di Gasperini, capolista in campionato a punteggio pieno fino alla sosta, è il primo inciampo di una stagione fin qui perfetta. Nulla di grave. Ma la Champions è il torneo dove il ritmo del campionato non basta.
Che cosa dice questa giornata
Dice che la gerarchia del calcio italiano si sta riscrivendo in tempo reale, e non nel senso che ci aspettavamo.
La squadra che ha fatto il risultato migliore in Europa è quella che due stagioni fa era in Serie B. La squadra che ha fatto il risultato peggiore è quella che ha preso l’allenatore più titolato sul mercato e ha riscattato il suo centravanti per cinquanta milioni complessivi. In mezzo, una campione d’Italia che perde dignitosamente e una Roma che amministra.
Non è un giudizio sui meriti sportivi, è una constatazione su dove sono finiti i soldi e le idee. Il Como ha speso più di tutti e ha costruito una squadra che gioca; il Napoli ha speso bene e non ha ancora una squadra. Fra tre settimane, alla seconda giornata, sapremo se questa fotografia è un’istantanea o l’inizio di un album.
Il resto lo seguiamo nella nostra sezione dedicata al campionato, dove queste quattro squadre tornano in campo subito.
Domande frequenti
Come sono andate le italiane nella prima giornata di Champions League?
Una vittoria, un pareggio e due sconfitte: Como-Lipsia 4-1, Roma-Fenerbahce 1-1, Real Madrid-Inter 2-1 e Napoli-Arsenal 0-1.
Perché la vittoria del Como è storica?
Perché è la sua prima partita nella storia della Champions League ed è finita 4-1. Il Como è la seconda squadra italiana di sempre a segnare più di tre gol all’esordio nella competizione, la prima dopo la Sampdoria che nel settembre 1991 vinse 5-0 contro il Rosenborg.
Quali sono le quattro italiane in Champions League 2026/27?
Inter, Napoli, Roma e Como.
Che cosa dicono i numeri di Napoli-Arsenal?
Che la partita è stata più netta del risultato: gli xG dicono 4,05 per l’Arsenal contro 0,22 per il Napoli, cioè occasioni da quattro gol contro occasioni da un quinto di gol. È la terza sconfitta consecutiva degli azzurri fra campionato e coppa.
Quando si gioca la seconda giornata?
Il 13 e 14 ottobre 2026. La fase campionato si articola su otto giornate e si chiude il 27 gennaio 2027.
Risultati, marcatori e dati statistici sono quelli comunicati a fine gara e riportati dalle testate linkate. La posizione in classifica generale citata è quella del Napoli dopo la prima giornata.










